40 ANNI, 40 VIAGGI: GIAN LUCA GIBERTONI
Viaggiare è ormai diventata una vera e propria mania collettiva, basta guardarsi intorno nei periodi canonici (vacanze, ponti, festività) per rendersene conto. Più che viaggio, però, questa frenesia di spostarsi, di fuggire via dalla routine quotidiana, ha molto a che fare col turismo di massa, con i pacchetti tutto incluso, col ritrovarsi tutti o quasi negli stessi posti, nello stesso tempo. Cosa distingue allora un viaggiatore vero da un turista? Per rispondere a questa domanda abbiamo incontrato il modenese Gian Luca Gibertoni, 40 anni e 40 viaggi alla scoperta di 47 paesi diversi. Viaggi di piacere e di scoperta, viaggi di avventura, anche e spesso dell’anima. Sentite cosa ci ha detto.
Che cos’è il viaggio per te?
Il viaggio per me è un vivere due volte. Non a caso la mia poesia preferita, ‘Lentamente muore’ di Pablo Neruda, dice : “Lentamente muore chi non viaggia,chi non legge,chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso”. Beh, io in viaggio riesco a fare tutto ciò con grande consapevolezza e l’esperienza del viaggio è talmente intensa che ogni volta torno a casa con una conoscenza interiore sempre più grande e profonda. Il Lama Chogyam Trungpa disse: ”la nostra vita è un viaggio senza fine e il nostro viaggio è un continuo salire e scendere, sperare e temere, ma è un gran buon viaggio”.
Da dove nasce questa passione per il viaggio?
Dalla mia curiosità, dalla mia ricerca interiore, dalla mia voglia di conoscermi e di mettermi in discussione, di scoprire e di godere delle emozioni che provo, in un viaggio, davanti a bellezze umane, paesaggi, animali, natura.
Quanti viaggi hai fatto?
Ad oggi ho fatto 40 viaggi visitando 47 paesi, dall’estremo nord della Groenlandia all’estremo sud della Terra del Fuoco in Patagonia, fino alle Galapagos, per finire all’estremo oriente in Papua Nuova Guinea, alla scoperta delle ultime tribù primitive viventi sulla terra.
Quale ricordi con più piacere? E perché?
Spesso mi fanno questa domanda e puntualmente non so cosa rispondere. Ricordo infatti ogni viaggio con piacere, anche se forse quelli che mi hanno dato più emozioni sono stati il viaggio in Irian Jaya alla scoperta delle tribù degli uomini che vivono nelle case costruite sugli alberi, dove ho dovuto attraversare foreste con l’acqua fino al ginocchio, e l’attraversamento dalla Namibia al Botswana, guidando un fuoristrada attraverso piste di sabbia e savana, con una miriade di animali liberi nel loro habitat naturale che mi procurava emozioni a non finire. Altri viaggi che ricordo con piacere sono stati quelli attraverso tutta l’India, dal nord del Ladakh al sud, passando per le maggiori città come Calcutta e Mumbai e il viaggio in Tibet, che mi ha entusiasmato molto, perché quella spiritualità entra nel profondo e se ti lasci andare l’atmosfera surreale ti trasporta in un’altra dimensione.
Quale meta consiglieresti a qualcuno che voglia trovare se stesso?
Il viaggio aiuta a conoscersi sempre meglio e la meta è molto personale, dipende infatti dallo stato d’animo del momento piuttosto che dalla curiosità scaturita in un preciso istante, perciò per trovare se stessi non bisogna andare lontano ma ascoltarsi e da li parte l’indicazione della meta. Io consiglierei un bel agriturismo in Toscana.
Generalmente come organizzi i tuoi viaggi?
L’organizzazione del viaggio dipende molto da con chi vado, se da solo o in compagnia o tramite agenzie viaggi specializzate. Mi gestisco a seconda del caso; quando vado solo o con amici mi documento attraverso guide, riviste specializzate, cercando informazioni su internet, leggendo libri, per poi preparare un itinerario di massima e sul posto organizzo i vari spostamenti e luoghi da visitare.
Hai mai avuto disavventure o paura?
Disavventure che poi diventano avventure spesso, paura anche, paura di essere solo, paura di essere derubato, paura di malattie, la paura serve per far tenere alta la guardia e non dare nulla per scontato; il viaggio diventa una bella esperienza e un bel ricordo se riusciamo a viverlo nel rispetto del paese che ci ospita, delle sue usanze e tradizioni e nella
consapevolezza di non essere a casa nostra. L’imprevisto è sempre dietro l’angolo, ma la preparazione in anticipo del viaggio credo sia fondamentale per la sua buona riuscita.
Prossimo viaggio?
Sinceramente non ho ancora deciso, ho diverse idee…
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Mamma mia che fortuna!!! leggere questa intervista mi ha fatto venire voglia di incominciare a viaggiare… si vede che hai una gran passione perchè traspare dalle tue parole, se solo io non fossi così pigraaaa!!! cmq è davvero ammirevole il coraggio che tiri fuori per fare ciò che molto probabilmente ami fare!!! complimenti!!! e per il prossimo viaggio… prenditi con te la CRISTEL!!!
Aprile 28th, 2008 at 14:46mi è piaciuto da morire questo articolo… sono rimasta affascinata. anch io amo molto viaggiare.. pero’ purtroppo non sempre ci sono i soldi. attraverso i miei viaggio ho imparato mlto sulla cultura francese e tedesca, ma anche italiana…e sono del parere che non sempre per provare emozioni forti sia necessario andare all’estero.. guardatevi per un momento alle spalle e scoprirete le meraviglie dell’italia.
Maggio 10th, 2008 at 17:55Se fosse per me viaggerei 365 giorni all’anno… credo che non ci riusciro’ mai… anche se il mio proverbio preferito è mai dire mai! sono una viaggiatrice nata e ne vado fiera. Per me viaggiare vuol dire ricominciare a vivere..e quando il viaggio finisce riprendo la mia vita in mano e la riempo dei tesori che ho trovato! ogni singolo viaggio che ho fatto mi ha fatto diventare una persona diversa… e questa cosa mi affascina da impazzire tanto da fare le valige immediatamente… se c’è qulacuno che nella vita ha provato le stesse sensazioni forse riuscirà a comprendere meglio cio’ che dico.